TIME OUT – Il Corpo dell’Anima è un film sull’amore senile girato al quartiere Coppedé

TIME OUT – Il Corpo dell’Anima è un film sull’amore senile girato al quartiere Coppedé

Maggio 20, 1999 0 Di Raffaella Ponzo
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SESSO Selvaggio

di Marco Spagnoli

Un uomo anziano, elegante e una ragazza semplice, a tratti volgare, che fa la colf per lui. Crollano le barriere di età e classe sociale e scatta una sessualità selvaggia capace di donare all’uomo emozioni che credeva sopite per sempre. Il Corpo dell’Anima, del regista napoletano Salvatore Piscicelli, è una poetica riflessione sul desiderio e la capacità di superare divisioni apparentemente incolmabili. Il film è stato girato tra il quartiere Coppedé e Villa Borghese (con qualche rara puntata in Centro, a Fiumicino e a Ischia). “L’ambientazione in un quartiere raffinato come il Coppedè era essenziale”, dice Piscicelli, “per realizzare una cornice classica e borghese per quella che è, comunque, una normale storia d’amore a lieto fine”. La casa, molto chic, affittata per le riprese nel quartiere liberty, si rivela essere uno sfondo perfetto per il serrato duello intellettuale tra l’anziano gentiluomo, interpretato da Roberto Herlitzka e la vorace giovane che ha il volto e il corpo dell’esordiente Raffaella Ponzo. La sua quieta eleganza contrasta l’alta tensione erotica vissuta dai due protagonisti. Una Roma signorile e comoda, dove prendere un aperitivo a Villa Borghese si contrappone al caos cittadino del traffico e di mancanza di parcheggi. La capitale assume un aspetto dignitoso e europeo e le chiese, i chiostri e i giardini, dove l’anziano intellettuale si ritira per meditare, diventano oasi di pace anche per lo spettatore. Un film dal finale intrigante capace di spiegare la contraddizione presente nel titolo: “Il male del protagonista si chiama aridità“, dice il regista napoletano. “La sensualità giocosa, infantile e perversa della ragazza lo obbliga a un severo ridimensionamento del suo ego tramite un percorso di mortificazione e di gioia cui si sottopongono tutti i mistici. E’ per questo che all’inizio del film è citata la frase di Cioran: “Tutto ciò che non si può tradurre in termini di mistica non merita di essere vissuto”. L’annullamento della corazza dell’ego è il punto più alto di una trance erotico- religiosa in cui anima e corpo cominciano a coincidere”. In questo senso il Quartiere Coppedé ritratto da Piscicelli è uno spazio dello spirito, dove spregiudicate schermaglie erotiche si alternano a riflessioni colte e piene di humor, accompagnate da un modo di fare distinto e vagamente retrò. Un po’ come se il genius loci, ovvero lo spirito del luogo, avesse influenzato con la sua raffinatezza la pellicola di Piscicelli, prestando il suo fascino ai personaggi della storia.

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