MONUMENTO AI SOPRAVVISSUTI, regia di Susanna Gianpistone

MONUMENTO AI SOPRAVVISSUTI, regia di Susanna Gianpistone

Gennaio 27, 2005 0 Di Raffaella Ponzo
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“MONUMENTO AI SOPRAVVISSUTI” regia di Susanna Gianpistone – 2005

Tre piece teatrali a tempo limitato che, a modo loro, elogiano il sopravvissuto che c’e’ in ognuno di noi… Rappresentato in una delle location piu’ belle di Roma: la galleria d’arte Mondrian Suite. Assaggi d’arte e prova di stile per gli artisti.

con RAFFAELLA PONZO e MARCOALBERTO MAGGIO

Esposizione delle opere d’arte di Maria Antonietta Tilloca: Frammenti d’arte

Improvvisazioni musicali di Luca Cirillo e Maurizio Mansueti (The Transistors)

Autori: Massimo Verzili, Susanna Gianpistone, Marco Alberto Maggio. Riprese video: Serena Ludovici Voce narrante: Katiuscia Magliarisi Foto di: Franco Saudelli Assistente: Francesca Palumbo

regia di SUSANNA GIANPISTONE

COMUNICATO STAMPA

Monumento ai sopravvissuti è il titolo della I° rassegna di “corto” a teatro che si svolgerà presso la galleria “ Mondrian Suite” dal 26 al 30 aprile 2005 in via degli Zingari n° 49 (Roma – Rione Monti) alle ore 21.00 ed una seconda messa in scena alle ore 22.00 ( lo spazio è limitato – 20 persone max – quindi si è scelto di rappresentarlo due volte nella stessa serata ). Un gruppo di professionisti che non esitano a portare in scena idee e lavori dove l’arte è al primo posto in assoluto e libera la voce della sua esistenza nonostante i tempi affoghino la vera concezione di “arte”. Quindi, originalità, professionismo e autenticità sono le regole di riferimento. Apprezzamenti e stupore per gli autori quali Massimo Verzili per il pezzo “I Pazzi della Montagna” facendoci rivivere una storia ambientata durante la guerra del ’15 ’18 intrisa di umanità e coraggio; la confessione intima e toccante scritta da Susanna Gianpistone in “ La tua anima…; infine l’ironia e la presa di coscienza di “ don’t touch my time” di MarcoAlberto Maggio. Tre piece di pochi minuti – corto, appunto – dai 4 ai 10 minuti per ciascuno presentati ogni sera per un pubblico curioso e avido di novità dove la rappresentazione da palcoscenico interagisce con video, quali parte integrante della scena stessa curata nei minimi dettagli sia dalla regia che dagli addetti ai costumi e strumenti scenografici e l’occasione di ammirare le opere pittoriche di Maria Antonietta Tilloca che esporrà lavori creati per l’occasione intrattenendo il pubblico ed affascinandolo. Le improvvisazioni musicali saranno curate da Luca Cirillo e Maurizio Mansueti (entrambi componenti della band “The Transistors”) che sonorizzeranno dal vivo lo spettacolo con apparecchiature “vintage” estremamente affascinanti (theremin, stylophone, matrix1000…) Due gli attori: Raffaella Ponzo, attrice in vera ascesa nel mondo artistico, ricordiamo film d’autore con Piscicelli e musa di Tinto Brass, approda in teatro riscuotendo ottimi successi così come per l’altro attore MarcoAlberto Maggio apprezzato per la sua poliedricità (attore, doppiatore, autore) e per i successi ottenuti in vari spettacoli e film corti di successo. Sono loro due che hanno l’onore e l’onere di rappresentare questo nuovo gruppo di cui sentiremo molto parlare e di cui, almeno questa volta si spera, non sia “plagiato” il copyright… anche loro, come molti, sono dei sopravvissuti.

I° rassegna di corto a teatro: Monumento ai sopravvissuti Scriveva Platone : ” solo i morti hanno visto la fine della guerra ” … solo i morti hanno concluso con la brutalità e la violenza della guerra, quella delle bombe, quella dei fucili. Ai sopravvissuti l’onere di sopravvivere a tale brutalità. Per chi torna dalla guerra è difficile riprendere le abitudini della vita domestica, la sua anima è abituata alla distruzione, i suoi occhi sono certi di infamie. Dalla guerra si eredita uno stato emozionale in bilico tra la morte certa e l’assoluta vittoria. Nella guerra c’è combattimento, lotta, strategia. Tutto questo accade anche nella guerra quotidiana della gente che, definita normale perchè non partecipe al precipitare delle bombe, deve comunque sopravvivere all’attuale società che ogni giorno ci presenta campi minati. Quindi, la guerra oltre la guerra, la guerra di chi deve ogni giorno tirare su la giornata, la guerra di quelle persone che devono rispettare governi fatiscenti, la guerra di chi viene messo innocentemente a giudizio da una ingiusta e lenta giustizia, la guerra di chi non potrà mai urlare i suoi bisogni in quanto definito normale. Una guerra di bombe invisibili che non lacerano le membra ma deflagra forte dentro l’anima rendendoci vittime sconosciute senza nessuna medaglia al valore. La necessità di valorizzare questo plotone umano nasce da uno sconcertante futuro che mostra rigide strettoie in cui stanno affluendo le nuove generazioni, tarpandogli le ali, impedendogli di utilizzare la maggiore forza biologica. Quando una società incolonna il suo giovane popolo/plotone in questa via, allora ha segnato l’inizio del suo declino. Agli eroi silenziosi di oggi che, come per i reduci delle guerra sono attoniti e storditi ma sono vivi e sentono che devono reagire, innalziamo in loro onore un monumento.

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